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Il comune di Cerro rischia di sparire?

Posted by wivocerro su giugno 18, 2008

da Il Cittadino del 17 giugno 2008
Provincia di Milano a rischio chiusura

Nubi sul futuro di palazzo Isimbardi e di 18 comuni del Sudmilano

Scricchiolano le fondamenta della Provincia di Milano. E con lei si fanno più incerti sia il futuro che l’organizzazione dei numerosi comuni del Sudmilano. Sì, perché il governo minaccia di cancellare una volta per tutte le province delle aree metropolitane (Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli). Il Consiglio dei ministri prenderà una decisione in merito proprio oggi, ma gli enti locali sono già sul piede di guerra. In ogni caso, l’abolizione arriverebbe alla prima data di cessazione dei consigli, successiva all’entrata in vigore del provvedimento; lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai comuni.Le indiscrezioni sulla manovra hanno già messo in allarme le diverse amministrazioni, fra chi grida allo scandalo e chi critica la confusione del progetto c’è anche chi si fa delle domande sul futuro di tutti quei comuni che da sempre gravitano nell’orbita di palazzo Isimbardi: quali competenze avranno? E, soprattutto, quale sarà il loro ente di riferimento?I centri più “a rischio” dell’area sudmilanese sono 18: Carpiano, Casalmaiocco, Cerro, Cervignano, Colturano, Comazzo, Dresano, Mediglia, Melegnano, Merlino, Mulazzano, Paullo, San Zenone, Sordio, Tribiano, Zelo, Vizzolo e San Colombano. Tutti potrebbero finire nel grande calderone dell’area metropolitana, ma non sono pochi coloro che nutrono dei dubbi su questa riorganizzazione istituzionale. Orfani di provincia, alcuni fra loro potrebbero persino decidere di cercare rifugio sotto l’ala della Provincia di Lodi.Il documento voluto dai ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta ha un obiettivo preciso: trovare 34,8 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011. In realtà, la “scure” sugli enti locali è solo uno dei punti. La parola d’ordine è “tagliare”, per questo si prevede l’abolizione degli enti con meno di 50 dipendenti, la riduzione delle consulenze e del materiale cartaceo, senza dimenticare una stretta sui “fannulloni”. Con le province potrebbero scomparire anche le comunità montane.Solamente nella giornata di oggi si saprà se davvero la provincia di Milano è a un passo dalla fine. Ieri il presidente Filippo Penati, dopo un primo incontro a Roma, ha dichiarato: «Il mio impegno è quello di andare verso l’eliminazione della Provincia di Milano, per costituire la futura Città Metropolitana milanese. Questa deve essere un’occasione di modernizzazione attraverso un percorso che ho intrapreso fin dal mio insediamento».I più maligni sottolineano che a cadere sotto la mannaia del governo Berlusconi sono le amministrazioni governate dal centrosinistra. Allo stesso tempo, nella giornata di oggi si saprà se nel giro di qualche mese i comuni sudmilanesi dovranno correre ai ripari e organizzare in modo diverso i loro compiti e le loro responsabilità. Eppure il “braccio di ferro” fra governo ed enti locali – nel caso in cui le indiscrezioni trapelate sulla manovra fossero vere – non si preannuncia affatto semplice, visti gli interessi in gioco.Greta Boni

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