Il blog di Cerro al Lambro e Riozzo

Cerro e Riozzo tutto in un solo blog

E Riozzo? Niente…

Posted by wivocerro su agosto 18, 2008

A1 a ovest, Tav a est, TEM a sud… e il rumore nella frazione è sempre più forte… (e speriamo non si abbia il coraggio di dire che la barriera antirumore della A1 sia tale)…

www.ilcittadino.it del 18 agosto 2008

Le opere di mitigazione verranno realizzate entro dicembre nei dodici comuni interessati dalla nuova infrastrutturaAlberi e cristalli contro il rombo della Tav

Lodigiano e Sudmilano si stanno per coprire di pannelli e filari di alberi per limitare il rumore della Tav, l’alta velocità ferroviaria che esattamente fra quattro mesi, a dicembre 2008, vedrà l’attesissimo passaggio del primo convoglio sulla direttrice Napoli – Bologna-Milano. Nei giorni scorsi le società Italferr, Rete Ferroviaria italiana e Tav, tutte collegate al Gruppo ex FS, hanno trasmesso a dieci comuni lodigiani e due milanesi gli “avvisi di pubblica utilità” che informano dell’imminenza del processo per il posizionamento di adeguate strutture atte a limitare le sorgenti acustiche. Nel Lodigiano le barriere che dovranno contenere il rumore di 479 treni al giorno – contro i 255 di oggi – a una velocità media di 250 km/h, un’ora esatta di percorrenza dal capoluogo emiliano a Melegnano, dove la Tav si innesta sul tronco completato vent’anni fa, interesseranno dieci località. Partendo da sud, bisogna posizionare adeguati elementi di contenimento (che sono in molti casi rappresentati da filari alberati continui) a San Rocco al Porto, Fombio, Senna Lodigiana, Somaglia, Ospedaletto Lodigiano, Livraga, Borghetto Lodigiano, Villanova del Sillaro, Pieve Fissiraga e Borgo San Giovanni. Entrati in territorio milanese sono San Zenone al Lambro e Vizzolo Predabissi a cadere nel cono acustico della tratta ad alta velocità o alta capacità, che corre per 140 dei 180 km totali o a fianco dell’A1 Autosole, oppure vicino ai binari della vecchia Milano-Bologna: quindi nel corridoio meno “invasivo” possibile per il territorio attraversato. Italferr, la società incaricata di effettuare i lavori, con la determina di Rete Ferroviaria del 22 luglio scorso, tende a presentare la collocazione delle strutture per il contenimento acustico nel modo più indolore possibile. Non sembra esserci in agguato, in altri termini, nè uno scempio estetico nè una nuova ondata di espropri agricoli. «Non si tratta di espropri – spiegano infatti da Italferr, la società di ingegneria del Gruppo ec Ferrovie dello Stato – per la semplice ragione che la Tav è praticamente conclusa (nel giugno scorso l’avanzamento delle opere era al 91%, nda) e quindi il territorio necessario all’opera è già stato individuato da anni». In ogni caso, la realizzazione dell’intervento impone la servitù di passaggio per ragioni di pubblica utilità, e i proprietari di spezzoni agricoli o edificati che ricadono esattamente ai bordi della linea Tav hanno tempo un mese, fino al 14 settembre, per visionare i progetti. Arrivati a questo punto dell’iter dell’alta velocità, appare difficile che un’eventuale opposizione dei privati possa modificare un progetto arrivato alla fase esecutiva, quello delle mitigazioni acustiche. Ad essere interessati sono in gran parte conduttori agricoli e proprietari di terreni. Per quanto riguarda il tipo di materiali adottati, Italferr punta in gran parte sulle mitigazioni naturali-cioè alberi- e su pannelli di calcestruzzo e acciaio fonoassorbenti, sormontati da lastre di vetro stratificato.Emanuele Dolcini

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