Il blog di Cerro al Lambro e Riozzo

Cerro e Riozzo tutto in un solo blog

Archive for the ‘Senza Categoria’ Category

Non avevamo dubbi

Posted by wivocerro su luglio 17, 2010

FONTE: http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/07/17/Archivio/20100717/SM01-35-034.pdf

Ora vorremmo sapere:

  1. Che vantaggio ne viene a noi abitanti di Cerro?
  2. La TEM, TOM (sono le due nuove tangenziali esterne di Milano che raccorderanno proprio a Cerro), opere di viabilità secondaria, supermercato, i 1200 abitanti in più previsti dal PGT non rappresentano un consumo di territorio già esagerato?
  3. Cerro e Riozzo hanno ancora un senso come comune unico? Divise dall’A1 saranno separate da altre 14 corsie di strade e autostrade (se tutto va come deve andare).
  4. Da così fastidio il verde e la campagna ai nostri amministratori?
  5. Mi spiace non ci sia una registrazione dell’ultimo consiglio comunale: destra e sinistra all’unisono contro il Parco Sud Milano, reo di difendere il verde dei comuni a sud di Milano. E’ stato definito addirittura dalla maggioranza (di sinistra) uno di quegli enti INUTILI che il governo (di destra) farebbe bene ad abolire. Ovviamente con l’applauso di tutta l’opposizione.
  6. Protestare ed invitare i cittadini a fare altrettanto pare così inopportuno? Perchè in Valsusa riescono e fermare le ruspe e da noi nemmeno salvare un metro quadro di verde?

Intanto ora leggete sotto e traete le vostre conclusioni.

Autosole a quattro corsie, i sindaci del Sudmilano la giudicano una buona idea, anche se un pizzico di trasparenza in più da parte di Società Autostrade e Anas non avrebbe guastato. «Che bollisse qualcosa in pentola, fuor di metafora che ci fosse un progetto, lo sospettavamo da mesi per via di alcuni segnali indiretti – apre i commenti Dario Signorini, sindaco di Cerro al Lambro- ma manifestazioni ufficiali di tale intenzione, o magari anche dettagli tecnici, in comune non ne abbiamo recepite. Lo sappiamo anche noi solo da qualche giorno». Sergio Fedeli di San Zenone varia poco le espressioni: «Il progetto è sicuramente positivo ma mentirei a dire che ne fossimo al corrente. Ciò che da anni conosciamo è invece l’intenzione di Società Autostrade di ingrandire la nostra area di servizio, con nuovi parcheggi e l’ipotesi di un albergo interno. Ma questo è un altro discorso». I comuni con un pezzo di A1 entro i loro confini, dall’entrata di Lodi incrocio 235 alla barriera di Melegnano uscita sp 40 Binasca, sono cinque. Lodi Vecchio e San Zenone al Lambro si dividono la parte maggiore dei 17,8 chilometri di carreggiata che sarà portata a quattro corsie spendendo 210 milioni di euro. Cerro al Lambro ne “ospita” ancora una fetta consistente a dividere gli abitati di Cerro e Riozzo, mentre l’ultimo chilometro è in territorio melegnanese. Una fettina marginale, poche centinaia di metri, interessa anche Tavazzano con Villavesco. Sulla carta l’operazione quarta corsia, per ora allo stadio preliminare, appare relativamente facile nella porzione di Lodi Vecchio e San Zenone, mentre le cose si complicano a Cerro e Riozzo. Qui il sindaco va infatti mentalmente alle mappe comunali: «A Riozzo è assolutamente impossibile considerare l’ampliamento dal lato verso il paese – riflette Signorini– le case sono letteralmente a pochi metri dalla carreggiata. È assolutamente limpido che se quarta corsia deve essere, debba essere dall’altra parte, in direzione Bascapè, dove c’è solo campagna. Ritengo che nessuno possa considerare neanche lontanamente un’ipotesi diversa». A San Zenone l’operazione di transito nel baricentro del territorio comunale dovrebbe essere più agevole: «In teoria, ripeto in teoria andando a memoria, non vedo barriere architettoniche sulla nostra tratta – riflette Sergio Fedeli, riservandosi però di aprire meglio le carte urbane. Anche l’amministratore confinante con il municipio di Cerro prima di martedi avrebbe giudicato la quarta corsia tutto tranne che imminente: «Negli ultimi anni l’unica volontà chiara delle compagnie autostradali era indirizzata alla riqualificazione della stazione di servizio. L’idea è di aumentare la superficie di parcheggio dei trasporti pesanti e ipotizzare anche una struttura alberghiera. Ma nessun accenno alla quarta corsia».Emanuele Dolcini

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Pure la quarta corsia

Posted by wivocerro su luglio 16, 2010

Non basta la TEM la TOM e le strade accessorie e il super… in arrivo pure la quarta corsia sulla A1…

Ma in che paese vivremo?

http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/07/16/Archivio/20100716/SM01-17-016.pdf

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Il sindaco e la marcita…

Posted by wivocerro su luglio 12, 2010

http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2010/07/12/Archivio/20100712/LET2-15-015.pdf

Il sindaco a quanto pare con buona memoria ricorda marcite e reticolati d’acqua…

Ci sta forse annunciando che NON costruirà finalmente ne case ne la scuola elementare (che tra l’altro cancellerebbe l’ultima marcita del paese)?

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3 mesi dopo…

Posted by wivocerro su dicembre 17, 2008

tutto tace… l’opposizione non si è fatta sentire nemmeno per gli auguri di Natale (almeno fino ad ora)… quindi seguiteci…

Vi diremo tutto ciò che in paese non si vuole raccontare…

a presto…

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Tutto è bene ciò che finisce bene

Posted by wivocerro su giugno 25, 2008

da Il cittadino del 25 giugno 2008

Cerro, si fa male giocando a calcio Momenti di paura per un ragazzino Paura per un giovane vittima di un infortunio al grest. L’episodio è accaduto all’oratorio di Riozzo nella tarda mattinata di ieri, quando un ragazzino stava giocando a calcio con i suoi coetanei. Tutto ad un tratto però, dopo uno scontro di gioco, il bambino ha subito un violento colpo al torace. L’allarme è scattato immediatamente e così, tempo pochi minuti, sul posto si è precipitata a sirene spiegate un’ambulanza della Croce bianca di Melegnano, i cui sanitari gli hanno prestato le prime cure del caso. Ad ogni modo, contrariamente a quanto temuto in un primo tempo, fortunatamente le sue condizioni non hanno destato alcun tipo di allarme. Il ragazzino, che non ha mai perso conoscenza, lamentava semplicemente qualche dolore al torace e poco più. Considerata la giovanissima età della vittima dell’infortunio, comunque, i sanitari della Croce bianca di Melegnano hanno preferito trasferirlo al pronto soccorso del Predabissi, dove i medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti necessari in casi del genere.

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La riozzese ci prova

Posted by wivocerro su maggio 17, 2008

Dal sito http://www.riozzese.it/f/

Lanzani senza sei titolari: «Cerchiamo un’impresa»

COPPA ITALIA FEMMINILE – OGGI (ORE 15:00) LA SEMIFINALE DI ANDATA CONTRO LA TORRES

«Tenteremo di limitare i danni per andare a giocarcela nel ritorno»

ChiaraRIOZZO Andrà in scena questo pomeriggio la gara di andata di semifinale di Coppa Italia tra la Riozzese e la Torres. E se per le sarde non si può certo dire che si tratti di una novità, visto che ad oggi la formazione di Sassari vanta il miglior curriculum tra le squadre di Serie A, con tre scudetti, sei Coppe Italia, due Supercoppe italiane e una Coppa Uefa, altrettanto non è per la Riozzese, assoluta protagonista, dopo la salvezza ottenuta alla sua prima esperienza nel massimo campionato nazionale, di questa edizione di Coppa Italia.
Tra le quattro grandi rimaste (l’altra semifinale sarà tra Fiammamonza e Bardolino, altri due colossi del movimento femminile italiano) si è inserita un po’ a sorpresa anche la squadra rosanero. Tuttavia la partita di oggi a Riozzo con la Torres arriva probabilmente nel periodo peggiore, dal punto di vista degli infortuni, per la squadra di Franco Lanzani che dovrà fare a meno di ben sei titolari. Oltre a Francesca Sironi, squalificata, il tecnico rosanero non potrà contare su De Vincenzo, Piva, la figlia Monica Lanzani e Carpino, oltre a Pignedoli che è già ferma da parecchie settimane. Una situazione che lo stesso Lanzani non esita a definire disperata: «Ad oggi – conferma il tecnico rosanero – non ho idea di chi far giocare. Non sto scherzando, purtroppo siamo in una situazione che definire disperata è ancora poco e non lo dico per mettere le mani avanti o per trovare qualche scusa. Contro la Torres sarebbe stata dura anche con tutte le titolari, figuriamoci in queste condizioni». Mister Lanzani ha comunque intenzione di mantenere un assetto collaudato con la difesa a quattro e le due punte in avanti e anche l’impiego di qualche ragazza della formazione Primavera (Mauri molto probabilmente) sarà indispensabile: «Sicuramente proporrò il 4 4 2, anche se qualche ragazza dovrà sacrificarsi e inventarsi in un ruolo non suo. Certo sarà molto dura, perché di fronte abbiamo una delle squadre più forti d’Italia». La speranza del tecnico riozzese è che la qualificazione resti aperta per poi tentare qualcosa nella gara di ritorno di sabato 31 maggio in Sardegna: «Faremo sicuramente una partita di contenimento – continua Lanzani – sperando che il risultato non sia troppo negativo. Se riuscissimo a limitare i danni, poi nelle partita di ritorno, recuperando qualche elemento, potremmo cercare di giocarcela. In ogni caso siamo arrivati fino a qui e adesso è anche inutile fare calcoli, proviamo comunque a tenere viva la qualificazione anche se, ripeto, sarebbe un impresa non da poco».
Il rammarico lascia spazio dunque alla speranza in una partita per la quale si prevede il pubblico delle grandi occasioni: «In questi giorni ho ricevuto parecchie chiamate – confessa Lanzani – anche da diversi miei colleghi che verranno ad assistere alla partita, peccato non poterci presentare al meglio. Comunque ci proveremo».

Andrea Grassani

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Questo mi era sfuggito. Sempre a proposito della Torretta

Posted by wivocerro su maggio 11, 2008

Dall’Eco Notizie del 5 aprile

Fonte: http://www.editricestampare.it/melegnano/aprile5melegnano1.gif

Clicca sopra l’immagine sottostante per leggere

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La torretta abbattuta

Posted by wivocerro su aprile 23, 2008

Se ne saranno accorti tutti i riozzesi che manca un pezzo del paese e che pezzo. Un pò di rassegna stampa per non dimenticare. Al momento è incompleta ma presto metteremo tutto a posto. A breve anche un reportage fotografico su come era.

Da Il Cittadino del 22 aprile

L’abbattimento
è stata
una follia
Si è letto in questi giorni sul Cittadino uno scambio vivace di lettere in merito ad una ennesima notizia negativa per il territorio: l’abbattimento di un vecchio palazzo d’epoca, cascina a Riozzo comune al confine
tra il Milanese e il Lodigiano che fa seguito ad altri abbattimenti per quali ho già scritto sentite ma, purtroppo, inutili proteste. Non mi stancherò comunque di denunciare questi abbattimenti che a mio avviso sono follie storiche,ambientali, culturali ed anche architettoniche. Si apprende che questo manufatto compariva nellemappe catastali di Cerro dal lontano anno 1500, che era stata una residenza dei Visconti e che presentava, in origine, soffitti e decorazioni risalenti al 1700 simili a quelli presenti a Rocca Brivio.
Non posso che unirmi, quindi, al coro di proteste ed in particolare concordo con quanto sostiene il presidente della ProLoco di Cerro sig. Prinelli quando dice “non sarebbe stato possibile pensare al recupero, senza il suo abbattimento completo? Il rischio, oltre a perdere definitivamente un bene storico, architettonico,
culturale è quello reale di trasformare Riozzo in un quartiere anonimo, completamente residenziale e dormitorio”. Trovo anche sorprendenti le affermazioni del Sindaco Signorini (PD) che a giustificazione dell’abbattimento autorizzato dalla sua amministrazione, segnala che pur trattandosi di un palazzo di pregio, aveva i soffitti ormai marci e con condizioni igieniche deficitarie. E a riprova di ciò asserisce che l’ultima residente era stata costretta a lasciare il palazzo morsicata dai topi! Il problema amio avviso, non erano i topima, semmai, che una cittadina potesse abitare in una simile situazione. Inoltre, se fossero stati abbattuti tutti i palazzi storici afflitti da problemi di soffittimarci e presenza di topi, probabilmente oggi in Italia non potremmo ammirare castelli, rocche, palazzi d’epoca, cascine eccetera e avremmo cancellato secoli
di memoria storica che fanno la peculiarità culturale di tante piccole parti d’Italia. Purtroppo quel poco che è rimasto oggi rischia di scomparire sotto i colpi di tante amministrazioni che, anziché conservare preziosamente e ad ogni costo, la nostra memoria preferiscono abbattere,cancellare, eliminare e ricostruire con volumetrie ovviamentemolto più consistenti e redditizie. Anche il futuro della zona che si prospetta a Riozzo al posto del palazzo abbattuto è già chiaramente delineato dal Sindaco Signorini: un complesso residenziale che comunque manterrà strutture di pregio (sic!) della vecchia cascina a cui si rifarà
nella forma! Comunque, tranquilli perché il nuovo complesso residenziale sarà denominato “Torretta” proprio come gli abitanti di Riozzo erano soliti chiamare il manufatto abbattuto. Si potrebbe dire oltre al
danno anche la beffa! Come si può fare e cosa si può fare perché simili interventi non siano più possibili e non siano più autorizzati solo da organismi comunali ma sia obbligatorio richiedere anche il parere di organi superiori come Provincia, Regione, Sovrintendenza ai beni storici ed architettonici? Non ho ricettema credo che, sui territori dove sono segnalate presenze architettoniche storiche, culturali, protagoniste del paesaggio, i cittadini ne denuncino eventuali stati di degrado e abbandono per imporre interventi di restauro, recupero e,
làddove siano in programma interventi decisionisti di abbattimento e non condivisibili a danno di questi patrimoni, i cittadini più sensibili ed attenti devono esprimere le proprie critiche e ne denuncino pubblicamente
eventuali responsabilità singole o collettive. Questo per evitare che tutto ciò venga fatto sotto il più assoluto silenzio e indifferenza e che queste denunce servano da monito ad altri amministratori che si apprestano a compiere simili operazioni. Sarebbe opportuno che oltre a dotare il paesaggio di logistiche, capannoni, centri commerciali, villette e quartieri residenziali dormitorio si pensasse anche a conservare i nostri edifici storici che sono la storia del nostro territorio e di chi ci vive. Luigi Visigalli

Da il Cittadino del 18 aprile

Del nostro passato restano solo ricordi e 4 brutte foto

Egregio Direttore, mi permetto di continuare per l’ultima volta la discussione che si è instaurata intorno alla demolizione del “palazzo Visconti” a Riozzo. Senza polemiche, ma per dovere di cronaca, sono contento che il Sindaco abbia portato dei dati tecnici per rispondere alle mie, e di molti altri, perplessità. Tuttavia vorrei esprimere delle precisazioni in merito a quanto detto da Signorini. Da che ricordo (avevo circa vent’anni) i primi progetti che prevedevano la demolizione dell’oggetto in questione non sono del 2005 ma furono già presentati a metà degli anni 90; l’allora commissione edilizia pose dei vincoli di mantenimento che rimandarono il progetto iniziale (poi abbandonato) e con l’obbligo, in caso di eventuale e inevitabile abbattimento dello stabile da parte dei proprietari, di produrre del materiale fotografico inerente alla struttura per consegnare ai posteri e ai riozzesi almeno una documentazione di ciò che era il nostro passato. Da quegli anni e con il pericolo di abbattimento dello stabile vi fu una sensibilizzazione generale che portò a “studi”, “ricerche”, mostre e anche accenni in alcune pubblicazioni riguardanti la nostra storia e il nostro centro storico.L’ultima fu nel 2001. Poi alcuni di noi (ora) “scontenti”, iniziarono a collaborare anche in maniera stretta con il primo e secondo mandato Signorini, fino all’altro giorno; le iniziative formali si sospesero ma si continuò a ricordare l’argomento ogni tanto con e-mail informali fiduciosi che lo stabile fosse “al sicuro” nelle mani di questa Amministrazione. È vero: “mea culpa” perché non ho letto il manifesto della convocazione del consiglio (come quasi tutti) e ho perso la possibilità di poter esprimere la mia opinione sull’argomento nei tempi tecnici (2 mesi), ma a quanto pare il Sindaco, sempre sull’argomento, si è perso gli ultimi 11 anni di quello che abbiamo tentato di fare (per non molto che sia). Anche perché un conto è la riqualificazione per uso abitativo di uno stabile con i suoi perimetri eccetera e un conto è il totale abbattimento.Senza entrare nel merito politico-edilizio in cui non posso esprimermi, la lettera che scrisse il signor Zanaboni (nella sua prima parte) interpretava bene il pensiero di molti concittadini. Personalmente, avrei preferito che nel suo ultimo intervento il nostro Sindaco avesse dedicato alla nostra storia e a maggior specifiche, l’accorato spazio che ha invece dedicato all’assessore di Melegnano. In queste settimane, sempre su “Il Cittadino” si legge di recuperi in altri comuni di strutture ben più fatiscenti della nostra, grazie alla volontà e all’affetto. Anch’io stesso, sebbene siano solo 15 anni che mi interesso di restauri lignei, ho avuto occasione di fare lavori in strutture ben più malandate non solo con i topi, ma con pulci, calabroni, facendoci largo tra il guano dei piccioni e altro.Sempre per dovere di cronaca l’oggetto dell’argomento non è una “cascina a corte” come è stata definita, ma era una vera villa di campagna e lo testimoniano i soffitti decorati al modo di quelli in Rocca Brivio. E vero che i decori della scala padronale erano già in condizioni pessime nel 2001 ma quelli del primo piano, sempre nello stesso anno, godevano di buona salute. In base anche alle testimonianze dei nostri anziani che lì intorno sono nati e cresciuti come noi, prima degli improvvisati appartamenti fatti dopo la guerra, tutti i soffitti del primo piano (oltre all’unico visibile) erano decorati e c’erano ancora, semplicemente nascosti dai controsoffitti. Ma nessuno li ha potuti vedere. Le testimonianze dei nostri anziani continuano poi parlando del salone che una volta c’era al piano terra in cui si tenevano banchetti e matrimoni. Capisce? Del nostro passato, del nostro simbolo, dell’unica cosa “antica” che avevamo, per poco e marcia che fosse sono rimasti solo ricordi, gli studi amatoriali fatti anni fa e 4 foto malfatte da me, e mi rattrista consegnare nelle mani di un anziano commosso solo queste poche cose e lasciare quasi niente in mano a un riozzese del futuro.Il modo del Sindaco di liquidare e sminuire un argomento così importante per la comunità ha dimostrato poca sensibilità e ha fatto arrabbiare. Ma la villa è abbattuta e non ci possiamo fare più niente. Speriamo che si possa fare qualcosa per la chiesa vecchia, rifatta un secolo fa ma anche lei in condizioni precarie. Ormai questa frittata è fatta ma il boccone che ci è spettato è proprio amaro. Speriamo in tempi migliori. Distinti saluti.Kisito Prinelli Presidente Pro Loco di Cerro al Lambro

da Il cittadino del 10 aprile

Palazzo abbattuto a Riozzo, è polemica in maggioranza
Cerro Si infiamma la polemica sul palazzo d’epoca abbattuto a Riozzo. In dissenso con la decisione di demolirlo, in queste ore Gabriele Prinelli, ex segretario della Margherita e oggi aderente al Partito democratico locale, si è dimesso dalla commissione biblioteca, di cui ricopriva il ruolo di presidente. «A seguito dell’abbattimento del palazzo Visconti a Riozzo – si legge infatti in una nota di Prinelli -, rassegno irrevocabilmente le dimissioni dalla commissione biblioteca, in quanto in totale disaccordo con la scelta dell’amministrazione comunale. Penso che radere al suolo uno dei pochi monumenti storici della comunità – continua la nota – sia un segno di scarso attaccamento alla storia del nostro territorio e per me, che per tanti anni ho studiato la storia locale, un’immensa delusione. Non si sarebbe potuto recuperarlo? Non ci credo. E in ogni caso – incalza amareggiato – piangiamo ormai su rovine fumanti che nessuno ci restituirà. Con oggi – ribadisce in conclusione Prinelli – sospendo in maniera definitiva anche la collaborazione con l’assessorato alla cultura del nostro comune». Un vero e proprio atto d’accusa contro la giunta di Cerro, soprattutto perché arriva da un aderente al Pd, partito a cui appartiene anche il sindaco Dario Signorini. Prinelli non lo dice, ma l’impressione è che la maggioranza di centrosinistra sia in fibrillazione. D’altra parte, anche il responsabile lodigiano dei Verdi Luigi Visigalli è sul piede di guerra: «Devo verificare bene la questione – sono le sue parole -, ma certo la demolizione del palazzo mi sembra perlomeno affrettata». La vicenda risale ai giorni scorsi, quando è stato abbattuta una cascina a corte nei pressi del centro sportivo di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, che sarà sostituta da un complesso residenziale. «La decisione di abbattere il palazzo più antico di Riozzo in modo tanto repentino non mi trova d’accordo – ha attaccato però Kisito Prinelli, presidente della Pro loco locale -. Stiamo infatti parlando di una struttura che compariva nelle mappe catastali di Cerro dal lontano 1500, era stata la residenza estiva dei Visconti e presentava ai soffitti decorazioni risalenti al 1700 simili a quelle della tanto celebrata Rocca Brivio di San Giuliano». Puntuale era giunta la replica di Signorini: «Si trattava di una struttura fatiscente, per cui non c’erano alternative all’abbattimento – ha affermato il sindaco -. Il complesso residenziale che lo sostituirà, comunque, manterrà le strutture di pregio della vecchia cascina a corte». Stefano Cornalba

Dal Il Cittadino del 9 aprile 2008

Ho appreso pochi giorni fa della demolizione di un antico palazzo risalente al 1500 in quel di Riozzo, una della ultime testimonianze architettoniche della piccola frazione di Cerro, che è stata abbattuta per lasciar posto alle solite anonime palazzine che ormai da anni stanno infestando tutto il Sud Milano e il Lodigiano.Leggo con piacere in un articolo del Cittadino di martedì 8 aprile, che questo misfatto non è passato inosservato tanto che anche il presidente della locale Pro Loco ha espresso tutto il suo malessere per questa scelta dell’amministrazione cerrese, per fortuna c’è ancora qualcuno che si indigna per questa politica urbanistica che in pochi anni renderà le periferie delle nostre città uguali in ogni parte d’Europa, perché private delle testimonianze e degli stilemi architettonici propri di ogni territorio.Scorrendo poi l’articolo ci si imbatte nelle motivazioni per cui il Sindaco Signorini avrebbe avallato la scelta della demolizione dell’edificio, in particolare per la precarie condizioni dei soffitti e per la presenza di ratti; giustificazioni palesemente insufficienti visto che alla precarietà dei soffitti si può far fronte con interventi di risanamento conservativo che vengono utilizzati di norma per il recupero di edifici antichi, mentre per la questione dei ratti basterebbe una semplice derattizzazione.Ovviamente in questi casi ci si imbatte in scelte politiche, in questo caso la scelta di Signorini è stata quella di sacrificare la storia del proprio paese per il profitto di qualche imprenditore che pensa esclusivamente al proprio tornaconto economico e non al bene della comunità.Deduco quindi che nel comune di Cerro al Lambro la politica urbanistica di speculazione edilizia che aveva caratterizzato la passata legislatura (vedi maxi lottizzazione presso il cavo Marocco) continua, stavolta però ai danni della storia dell’intera comunità.Denis Zanaboni

Da Il Cittadino del 8 aprile 2008

Cerro Abbattuto un palazzo d’epoca a Riozzo, ma il presidente della Pro loco territoriale è scettico. Il sindaco Dario Signorini chiarisce: «Non c’erano alternative». Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi è stato abbattuta una cascina a corte nei pressi del centro sportivo di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, che sarà sostituta da un complesso residenziale. «Non voglio aprire polemiche, anche perchè non conosco a fondo la vicenda – premette Kisito Prinelli, presidente della Pro loco di Cerro -. Ma la decisione di abbattere il palazzo più antico di Riozzo in modo tanto repentino non mi trova d’accordo. Stiamo infatti parlando di una struttura che compariva nelle mappe catastali di Cerro dal lontano 1.500, era stata la residenza estiva dei Visconti, presentava ai soffitti decorazioni risalenti al 1.700 simili a quelle della tanto celebrata Rocca Brivio di San Giuliano. Ma non sarebbe stato proprio possibile – si chiede quindi Prinelli, restauratore di antichità apprezzato nell’intero Sudmilano – recuperarla in qualche modo senza abbatterla completamente?». Dopodiché, il presidente della Pro loco amplia il suo ragionamento: «Perché – sono le sue parole – il rischio è quello di trasformare Riozzo in un quartiere esclusivamente residenziale, senza alcun monumento che ne ricordi in qualche modo il passato». Sulla vicenda prende posizione Dario Signorini, primo cittadino di Cerro al Lambro: «Certo, si trattava di un palazzo di pregio – spiega il sindaco -, ma è pur vero che i soffitti erano ormai marci ed inutilizzabili, come ho avuto modo di constatare io stesso durante un sopralluogo all’interno della struttura, che peraltro già da tempo si trovava in condizioni igieniche pressoché deficitarie. Basti pensare che l’ultima residente era stata costretta a lasciare il palazzo dopo essere stata morsicata da alcuni topi. Insomma – ribadisce il sindaco -, ritengo che all’abbattimento non ci fossero alternative credibili». Ma il primo cittadino di Cerro coglie anche l’occasione per tratteggiare il futuro della zona: «Il palazzo abbattuto sarà sostituito con un complesso residenziale – conferma Signorini -, che comunque manterrà le strutture di pregio della vecchia cascina a corte, a cui non a caso si rifarà nella forma. I costruttori, poi, dovranno riportare in luce la scala interna e la torretta, che erano gli elementi di maggior pregio del palazzo. Il complesso residenziale sarà infine denominato “Torretta”, come gli abitanti di Riozzo erano soliti chiamare la cascina a corte».Stefano Cornalba

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