Il blog di Cerro al Lambro e Riozzo

Cerro e Riozzo tutto in un solo blog

Posts Tagged ‘Torretta’

e dal web spunta….

Posted by wivocerro su maggio 28, 2008

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Polemiche senza fine…

Posted by wivocerro su maggio 20, 2008

Il fronte contro la demolizione della “Torretta” cresce a vista d’occhio… sono partiti gli anonimi personaggi in cerca d’autore, poi so sono accodati esponenti politici dei comuni limitrofi, poi un volantino dell’opposizione Idee, Persone Valori, e stamane nella cassetta della posta, fradicio ma ben leggibile, con tanto di foto, un volantino al vetriolo di Forza Italia…

Alla prossima puntata.

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Si ammorbidiscono i toni… ma… piccole considerazioni

Posted by wivocerro su maggio 17, 2008

Conoscendo i tempi con Il cittadino pubblica i documenti questo articolo non tiene conto del rovente volantino che ha distribuito l’opposizione giovedì notte… e che ieri a Cerro nelle caselle della posta non c’era ancora. Attendiamo nuovi sviluppi. Una breve considerazione sul nostro grassettato: ma se il recupero (recupero non demolizione anche se, aimè, pare che per la legge possano essere la stessa cosa) del centro storico sta così a cuore a questa amministrazione perchè alla soprintendenza non è stata mandata qualche carta in più? La soprintendenza dice: “«non risultano ora sussistenti, da un riscontro agli atti, provvedimenti di tutela ai sensi della parte seconda del d. lgs. 42/2004 per immobili di proprietà privata»”… forse se fosse stata informata con un pò di documentazione tutta questa polemica sicuramente non ci sarebbe stata e oggi saremmo qui a ringraziare gli amministratori tutti.

Da Il cittadino del 17 maggio 2008

Il gruppo di maggioranza consiliare “Insieme per Cerro al Lambro” interviene sulla vicenda della cascina recentemente rasa al suolo. Il suo abbattimento ha scatenato nei giorni scorsi un’accesa polemica in paese.In un documento articolato la municipalità sottolinea che nel 2007 l’amministrazione comunale aveva sollecitato le autorità competenti chiedendo di conoscere «l’esistenza di beni architettonici privati sul territorio e di eventuali vincoli relativi all’immobile sito in via 4 Novembre 8-10, in considerazione di un intervento di ristrutturazione edilizia presentato dalla proprietà al Comune».La risposta della Soprintendenza è stata molto chiara: «non risultano ora sussistenti, da un riscontro agli atti, provvedimenti di tutela ai sensi della parte seconda del d. lgs. 42/2004 per immobili di proprietà privata».Circa le notizie recentemente apparse sul “Cittadino”, il gruppo consiliare di maggioranza sottolinea a chiare lettere che da nessuna parte è mai stato sferrato alcun “attacco” alla Pro Loco. «È bene che si sappia – si legge nel documento trasmesso ieri mattina al “Cittadino” – che il consiglio di amministrazione della Pro Loco di Cerro al Lambro nella sua riunione del 30 aprile scorso è stato estremamente chiaro: in merito alla vicenda “Torretta” l’Associazione non ha una propria posizione, non l’ha mai espressa né intende farlo in futuro. Si tratta di una decisione chiara, definitiva e soprattutto a nostro avviso molto saggia: la questione rischia di assumere significati politici che all’Associazione non possono interessare in quanto non compresi negli “scopi sociali” e giustamente, quindi, si è sottolineata la volontà di astenersi dal prendere alcuna posizione in merito. Ne consegue che le dichiarazioni fatte finora sul tema “Torretta” vanno intese come posizioni perfettamente legittime ma con valenza puramente personale e che non possono in alcun modo considerarsi frutto di valutazioni dell’Associazione, tanto meno vincolarla».Circa le notizie diramate sui volantini anonimi, il gruppo consiliare “Insieme per Cerro al Lambro” ricorda che quanto da quest’ultimo distribuito ha sempre recato ben chiara la firma, e aggiunge quanto segue: «Il nostro volantino spiega molto bene che questa Amministrazione non ha dato alcuna carta bianca al costruttore e che l’impegno a recuperare la vecchia chiesetta di Riozzo è un impegno preso sin dall’atto di nascita di questa maggioranza (2001) e frutto del lavoro di anni di contatti tra l’Amministrazione e l’attuale proprietà pubblica. In conclusione, continuiamo a non capire – a meno di speculazioni il cui senso ci sfugge – a chi giovi fomentare questo clima di scontro, questa campagna tendenziosa che vuole per forza mettere in contrapposizione l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco sulla vicenda “Torretta”». «Invitiamo quindi – conclude il documento – a porre fine a una diatriba fondata sul nulla e che avrebbe potuto essere evitata se solo si fossero ascoltate serenamente le ragioni di tutti (comprese le nostre) e si fosse evitato di “montare” un clima avvelenato che da parte nostra non è mai esistito. Anzi, vogliamo cogliere l’occasione per ribadire il nostro sostegno alla locale Pro Loco e il nostro ringraziamento per l’attività che sta svolgendo e il ruolo centrale che sta assumendo nel nostro comune. Siamo certi che nel nostro sforzo per il recupero e la restituzione alla cittadinanza della vecchia chiesetta di Riozzo la Pro Loco non farà mancare il suo appoggio. Da parte nostra consideriamo la vicenda definitivamente chiusa».

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Devono averla fatta proprio grossa… a proposito della Torretta di Riozzo

Posted by wivocerro su maggio 12, 2008

I personaggi in cerca d’autore devono averla fatta proprio grossa… oggi su Il Cittadino compare una lettera del segretario del PD locale che si scaglia ancora sugli anonimi personaggi che hanno chiesto lumi sull’abbattimento della torretta. Ma si possono sapere i nomi di questi anonimi personaggi o no? C’è da dire che tutto questo strepitare ha portato benefici di non poco conto a questo blog (record di accessi siamo nell’ordine di 50 pagine al giorno) che cercano lumi sulla vicenda che ai più era apparsa inosservata. Se volevano far pubblicità agli anonimi i nostri politici ci sono riusciti appieno.

EBBENE NOI RINGRAZIAMO ENTRAMBI (buoni e cattivi) perchè stanno permettendo a tutti di conoscere questo blog.

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La torretta abbattuta

Posted by wivocerro su aprile 23, 2008

Se ne saranno accorti tutti i riozzesi che manca un pezzo del paese e che pezzo. Un pò di rassegna stampa per non dimenticare. Al momento è incompleta ma presto metteremo tutto a posto. A breve anche un reportage fotografico su come era.

Da Il Cittadino del 22 aprile

L’abbattimento
è stata
una follia
Si è letto in questi giorni sul Cittadino uno scambio vivace di lettere in merito ad una ennesima notizia negativa per il territorio: l’abbattimento di un vecchio palazzo d’epoca, cascina a Riozzo comune al confine
tra il Milanese e il Lodigiano che fa seguito ad altri abbattimenti per quali ho già scritto sentite ma, purtroppo, inutili proteste. Non mi stancherò comunque di denunciare questi abbattimenti che a mio avviso sono follie storiche,ambientali, culturali ed anche architettoniche. Si apprende che questo manufatto compariva nellemappe catastali di Cerro dal lontano anno 1500, che era stata una residenza dei Visconti e che presentava, in origine, soffitti e decorazioni risalenti al 1700 simili a quelli presenti a Rocca Brivio.
Non posso che unirmi, quindi, al coro di proteste ed in particolare concordo con quanto sostiene il presidente della ProLoco di Cerro sig. Prinelli quando dice “non sarebbe stato possibile pensare al recupero, senza il suo abbattimento completo? Il rischio, oltre a perdere definitivamente un bene storico, architettonico,
culturale è quello reale di trasformare Riozzo in un quartiere anonimo, completamente residenziale e dormitorio”. Trovo anche sorprendenti le affermazioni del Sindaco Signorini (PD) che a giustificazione dell’abbattimento autorizzato dalla sua amministrazione, segnala che pur trattandosi di un palazzo di pregio, aveva i soffitti ormai marci e con condizioni igieniche deficitarie. E a riprova di ciò asserisce che l’ultima residente era stata costretta a lasciare il palazzo morsicata dai topi! Il problema amio avviso, non erano i topima, semmai, che una cittadina potesse abitare in una simile situazione. Inoltre, se fossero stati abbattuti tutti i palazzi storici afflitti da problemi di soffittimarci e presenza di topi, probabilmente oggi in Italia non potremmo ammirare castelli, rocche, palazzi d’epoca, cascine eccetera e avremmo cancellato secoli
di memoria storica che fanno la peculiarità culturale di tante piccole parti d’Italia. Purtroppo quel poco che è rimasto oggi rischia di scomparire sotto i colpi di tante amministrazioni che, anziché conservare preziosamente e ad ogni costo, la nostra memoria preferiscono abbattere,cancellare, eliminare e ricostruire con volumetrie ovviamentemolto più consistenti e redditizie. Anche il futuro della zona che si prospetta a Riozzo al posto del palazzo abbattuto è già chiaramente delineato dal Sindaco Signorini: un complesso residenziale che comunque manterrà strutture di pregio (sic!) della vecchia cascina a cui si rifarà
nella forma! Comunque, tranquilli perché il nuovo complesso residenziale sarà denominato “Torretta” proprio come gli abitanti di Riozzo erano soliti chiamare il manufatto abbattuto. Si potrebbe dire oltre al
danno anche la beffa! Come si può fare e cosa si può fare perché simili interventi non siano più possibili e non siano più autorizzati solo da organismi comunali ma sia obbligatorio richiedere anche il parere di organi superiori come Provincia, Regione, Sovrintendenza ai beni storici ed architettonici? Non ho ricettema credo che, sui territori dove sono segnalate presenze architettoniche storiche, culturali, protagoniste del paesaggio, i cittadini ne denuncino eventuali stati di degrado e abbandono per imporre interventi di restauro, recupero e,
làddove siano in programma interventi decisionisti di abbattimento e non condivisibili a danno di questi patrimoni, i cittadini più sensibili ed attenti devono esprimere le proprie critiche e ne denuncino pubblicamente
eventuali responsabilità singole o collettive. Questo per evitare che tutto ciò venga fatto sotto il più assoluto silenzio e indifferenza e che queste denunce servano da monito ad altri amministratori che si apprestano a compiere simili operazioni. Sarebbe opportuno che oltre a dotare il paesaggio di logistiche, capannoni, centri commerciali, villette e quartieri residenziali dormitorio si pensasse anche a conservare i nostri edifici storici che sono la storia del nostro territorio e di chi ci vive. Luigi Visigalli

Da il Cittadino del 18 aprile

Del nostro passato restano solo ricordi e 4 brutte foto

Egregio Direttore, mi permetto di continuare per l’ultima volta la discussione che si è instaurata intorno alla demolizione del “palazzo Visconti” a Riozzo. Senza polemiche, ma per dovere di cronaca, sono contento che il Sindaco abbia portato dei dati tecnici per rispondere alle mie, e di molti altri, perplessità. Tuttavia vorrei esprimere delle precisazioni in merito a quanto detto da Signorini. Da che ricordo (avevo circa vent’anni) i primi progetti che prevedevano la demolizione dell’oggetto in questione non sono del 2005 ma furono già presentati a metà degli anni 90; l’allora commissione edilizia pose dei vincoli di mantenimento che rimandarono il progetto iniziale (poi abbandonato) e con l’obbligo, in caso di eventuale e inevitabile abbattimento dello stabile da parte dei proprietari, di produrre del materiale fotografico inerente alla struttura per consegnare ai posteri e ai riozzesi almeno una documentazione di ciò che era il nostro passato. Da quegli anni e con il pericolo di abbattimento dello stabile vi fu una sensibilizzazione generale che portò a “studi”, “ricerche”, mostre e anche accenni in alcune pubblicazioni riguardanti la nostra storia e il nostro centro storico.L’ultima fu nel 2001. Poi alcuni di noi (ora) “scontenti”, iniziarono a collaborare anche in maniera stretta con il primo e secondo mandato Signorini, fino all’altro giorno; le iniziative formali si sospesero ma si continuò a ricordare l’argomento ogni tanto con e-mail informali fiduciosi che lo stabile fosse “al sicuro” nelle mani di questa Amministrazione. È vero: “mea culpa” perché non ho letto il manifesto della convocazione del consiglio (come quasi tutti) e ho perso la possibilità di poter esprimere la mia opinione sull’argomento nei tempi tecnici (2 mesi), ma a quanto pare il Sindaco, sempre sull’argomento, si è perso gli ultimi 11 anni di quello che abbiamo tentato di fare (per non molto che sia). Anche perché un conto è la riqualificazione per uso abitativo di uno stabile con i suoi perimetri eccetera e un conto è il totale abbattimento.Senza entrare nel merito politico-edilizio in cui non posso esprimermi, la lettera che scrisse il signor Zanaboni (nella sua prima parte) interpretava bene il pensiero di molti concittadini. Personalmente, avrei preferito che nel suo ultimo intervento il nostro Sindaco avesse dedicato alla nostra storia e a maggior specifiche, l’accorato spazio che ha invece dedicato all’assessore di Melegnano. In queste settimane, sempre su “Il Cittadino” si legge di recuperi in altri comuni di strutture ben più fatiscenti della nostra, grazie alla volontà e all’affetto. Anch’io stesso, sebbene siano solo 15 anni che mi interesso di restauri lignei, ho avuto occasione di fare lavori in strutture ben più malandate non solo con i topi, ma con pulci, calabroni, facendoci largo tra il guano dei piccioni e altro.Sempre per dovere di cronaca l’oggetto dell’argomento non è una “cascina a corte” come è stata definita, ma era una vera villa di campagna e lo testimoniano i soffitti decorati al modo di quelli in Rocca Brivio. E vero che i decori della scala padronale erano già in condizioni pessime nel 2001 ma quelli del primo piano, sempre nello stesso anno, godevano di buona salute. In base anche alle testimonianze dei nostri anziani che lì intorno sono nati e cresciuti come noi, prima degli improvvisati appartamenti fatti dopo la guerra, tutti i soffitti del primo piano (oltre all’unico visibile) erano decorati e c’erano ancora, semplicemente nascosti dai controsoffitti. Ma nessuno li ha potuti vedere. Le testimonianze dei nostri anziani continuano poi parlando del salone che una volta c’era al piano terra in cui si tenevano banchetti e matrimoni. Capisce? Del nostro passato, del nostro simbolo, dell’unica cosa “antica” che avevamo, per poco e marcia che fosse sono rimasti solo ricordi, gli studi amatoriali fatti anni fa e 4 foto malfatte da me, e mi rattrista consegnare nelle mani di un anziano commosso solo queste poche cose e lasciare quasi niente in mano a un riozzese del futuro.Il modo del Sindaco di liquidare e sminuire un argomento così importante per la comunità ha dimostrato poca sensibilità e ha fatto arrabbiare. Ma la villa è abbattuta e non ci possiamo fare più niente. Speriamo che si possa fare qualcosa per la chiesa vecchia, rifatta un secolo fa ma anche lei in condizioni precarie. Ormai questa frittata è fatta ma il boccone che ci è spettato è proprio amaro. Speriamo in tempi migliori. Distinti saluti.Kisito Prinelli Presidente Pro Loco di Cerro al Lambro

da Il cittadino del 10 aprile

Palazzo abbattuto a Riozzo, è polemica in maggioranza
Cerro Si infiamma la polemica sul palazzo d’epoca abbattuto a Riozzo. In dissenso con la decisione di demolirlo, in queste ore Gabriele Prinelli, ex segretario della Margherita e oggi aderente al Partito democratico locale, si è dimesso dalla commissione biblioteca, di cui ricopriva il ruolo di presidente. «A seguito dell’abbattimento del palazzo Visconti a Riozzo – si legge infatti in una nota di Prinelli -, rassegno irrevocabilmente le dimissioni dalla commissione biblioteca, in quanto in totale disaccordo con la scelta dell’amministrazione comunale. Penso che radere al suolo uno dei pochi monumenti storici della comunità – continua la nota – sia un segno di scarso attaccamento alla storia del nostro territorio e per me, che per tanti anni ho studiato la storia locale, un’immensa delusione. Non si sarebbe potuto recuperarlo? Non ci credo. E in ogni caso – incalza amareggiato – piangiamo ormai su rovine fumanti che nessuno ci restituirà. Con oggi – ribadisce in conclusione Prinelli – sospendo in maniera definitiva anche la collaborazione con l’assessorato alla cultura del nostro comune». Un vero e proprio atto d’accusa contro la giunta di Cerro, soprattutto perché arriva da un aderente al Pd, partito a cui appartiene anche il sindaco Dario Signorini. Prinelli non lo dice, ma l’impressione è che la maggioranza di centrosinistra sia in fibrillazione. D’altra parte, anche il responsabile lodigiano dei Verdi Luigi Visigalli è sul piede di guerra: «Devo verificare bene la questione – sono le sue parole -, ma certo la demolizione del palazzo mi sembra perlomeno affrettata». La vicenda risale ai giorni scorsi, quando è stato abbattuta una cascina a corte nei pressi del centro sportivo di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, che sarà sostituta da un complesso residenziale. «La decisione di abbattere il palazzo più antico di Riozzo in modo tanto repentino non mi trova d’accordo – ha attaccato però Kisito Prinelli, presidente della Pro loco locale -. Stiamo infatti parlando di una struttura che compariva nelle mappe catastali di Cerro dal lontano 1500, era stata la residenza estiva dei Visconti e presentava ai soffitti decorazioni risalenti al 1700 simili a quelle della tanto celebrata Rocca Brivio di San Giuliano». Puntuale era giunta la replica di Signorini: «Si trattava di una struttura fatiscente, per cui non c’erano alternative all’abbattimento – ha affermato il sindaco -. Il complesso residenziale che lo sostituirà, comunque, manterrà le strutture di pregio della vecchia cascina a corte». Stefano Cornalba

Dal Il Cittadino del 9 aprile 2008

Ho appreso pochi giorni fa della demolizione di un antico palazzo risalente al 1500 in quel di Riozzo, una della ultime testimonianze architettoniche della piccola frazione di Cerro, che è stata abbattuta per lasciar posto alle solite anonime palazzine che ormai da anni stanno infestando tutto il Sud Milano e il Lodigiano.Leggo con piacere in un articolo del Cittadino di martedì 8 aprile, che questo misfatto non è passato inosservato tanto che anche il presidente della locale Pro Loco ha espresso tutto il suo malessere per questa scelta dell’amministrazione cerrese, per fortuna c’è ancora qualcuno che si indigna per questa politica urbanistica che in pochi anni renderà le periferie delle nostre città uguali in ogni parte d’Europa, perché private delle testimonianze e degli stilemi architettonici propri di ogni territorio.Scorrendo poi l’articolo ci si imbatte nelle motivazioni per cui il Sindaco Signorini avrebbe avallato la scelta della demolizione dell’edificio, in particolare per la precarie condizioni dei soffitti e per la presenza di ratti; giustificazioni palesemente insufficienti visto che alla precarietà dei soffitti si può far fronte con interventi di risanamento conservativo che vengono utilizzati di norma per il recupero di edifici antichi, mentre per la questione dei ratti basterebbe una semplice derattizzazione.Ovviamente in questi casi ci si imbatte in scelte politiche, in questo caso la scelta di Signorini è stata quella di sacrificare la storia del proprio paese per il profitto di qualche imprenditore che pensa esclusivamente al proprio tornaconto economico e non al bene della comunità.Deduco quindi che nel comune di Cerro al Lambro la politica urbanistica di speculazione edilizia che aveva caratterizzato la passata legislatura (vedi maxi lottizzazione presso il cavo Marocco) continua, stavolta però ai danni della storia dell’intera comunità.Denis Zanaboni

Da Il Cittadino del 8 aprile 2008

Cerro Abbattuto un palazzo d’epoca a Riozzo, ma il presidente della Pro loco territoriale è scettico. Il sindaco Dario Signorini chiarisce: «Non c’erano alternative». Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi è stato abbattuta una cascina a corte nei pressi del centro sportivo di Riozzo, frazione di Cerro al Lambro, che sarà sostituta da un complesso residenziale. «Non voglio aprire polemiche, anche perchè non conosco a fondo la vicenda – premette Kisito Prinelli, presidente della Pro loco di Cerro -. Ma la decisione di abbattere il palazzo più antico di Riozzo in modo tanto repentino non mi trova d’accordo. Stiamo infatti parlando di una struttura che compariva nelle mappe catastali di Cerro dal lontano 1.500, era stata la residenza estiva dei Visconti, presentava ai soffitti decorazioni risalenti al 1.700 simili a quelle della tanto celebrata Rocca Brivio di San Giuliano. Ma non sarebbe stato proprio possibile – si chiede quindi Prinelli, restauratore di antichità apprezzato nell’intero Sudmilano – recuperarla in qualche modo senza abbatterla completamente?». Dopodiché, il presidente della Pro loco amplia il suo ragionamento: «Perché – sono le sue parole – il rischio è quello di trasformare Riozzo in un quartiere esclusivamente residenziale, senza alcun monumento che ne ricordi in qualche modo il passato». Sulla vicenda prende posizione Dario Signorini, primo cittadino di Cerro al Lambro: «Certo, si trattava di un palazzo di pregio – spiega il sindaco -, ma è pur vero che i soffitti erano ormai marci ed inutilizzabili, come ho avuto modo di constatare io stesso durante un sopralluogo all’interno della struttura, che peraltro già da tempo si trovava in condizioni igieniche pressoché deficitarie. Basti pensare che l’ultima residente era stata costretta a lasciare il palazzo dopo essere stata morsicata da alcuni topi. Insomma – ribadisce il sindaco -, ritengo che all’abbattimento non ci fossero alternative credibili». Ma il primo cittadino di Cerro coglie anche l’occasione per tratteggiare il futuro della zona: «Il palazzo abbattuto sarà sostituito con un complesso residenziale – conferma Signorini -, che comunque manterrà le strutture di pregio della vecchia cascina a corte, a cui non a caso si rifarà nella forma. I costruttori, poi, dovranno riportare in luce la scala interna e la torretta, che erano gli elementi di maggior pregio del palazzo. Il complesso residenziale sarà infine denominato “Torretta”, come gli abitanti di Riozzo erano soliti chiamare la cascina a corte».Stefano Cornalba

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